I fisici hanno osservato direttamente per la prima volta come la gravità altera la fase quantistica di un atomo liberamente cadente – confermando che il principio di equivalenza di Einstein vale anche per gli oggetti quantici.
Interferometro Quantum Galileo
Per l’esperimento, i ricercatori hanno diviso gli atomi di rubidio ultrafred in una sovrapposizione quantistica: una parte del pacchetto d’onda è stata tenuta stazionaria mentre l’altra è caduta liberamente sotto la gravità. Poi si ricombinarono i due percorsi e misurarono la minuscola differenza di fase quantistica che l’atomo cadente aveva accumulato rispetto a quello riposante. La tecnica, soprannominata “Quantum Galileo Interferometer”, porta il famoso esperimento del corpo cadente di Galileo nel mondo dei singoli atomi.
Il cambiamento di fase misurato corrisponde al valore ottenuto applicando il principio di equivalenza di Einstein – l’uguaglianza di massa gravitazionale e inerziale – ad un oggetto quantico. L’effetto era stato a lungo predetto ma mai dimostrato direttamente.
Che cosa significa il risultato – e che cosa non fa
Il lavoro ha coinvolto l’Università Ben-Gurion del Negev, l’Università di Ulm e l’Università di Oxford; il team ha incluso il professor Ron Folman, il professor Vlatko Vedral e il premio Nobel Sir Roger Penrose. Lo studio è apparso il 2 settembre 2026 nella rivista „Science Advances“.
- L’esperimento fa non unire meccanica quantistica e gravità.
- Non dimostra che la gravità stessa è quantistica.
- Non mette alla prova la proposta di Penrose di un collasso per oggetti di massa.
I risultati rimangono in scala di laboratorio per ora. I test futuri mirano a includere oggetti più pesanti come nanodiamondi, probando ulteriormente il confine tra i mondi quantistici e classici.
Fonti: EurekAlert · Università di Oxford · ScienzaDai



















